Nel mercato macedone, i comparti prioritari in termini di potenzialità di penetrazione commerciale per le PMI italiane sono incentrati nei settori dell'Energia, dell'Automotive e Componenti, delle Macchine Utensili, dell'Edilizia Sostenibile, e delle Tecnologie per l'Ambiente, per l'Enologia e per l'Agroalimentare). Questi settori sono ritenuti prioritari in termini di importanza per l’economia macedone, potenziale di crescita, compatibilità con il sistema produttivo italiano, opportunità di collaborazione commerciale e produttiva anche mediante società miste.
Considerata la dipendenza dell'economia macedone dai settori ad alto impiego di mano d'opera e ad alta sensibilità alla volatilità dei prezzi, ultimamente il governo sta tentando di cambiare la struttura dell'industria macedone favorendo gli investimenti esteri nei settori ad alto impiego di tecnologia e capitale. A tale scopo sono state istituite delle zone franche, dette “zone di sviluppo tecnologico e industriale”, a regime particolarmente favorevole per gli insediamenti produttivi delle multinazionali: gli incentivi comprendono la completa esenzione dalla tassa sugli utili e dell’IRPEF per 10 anni, e l’esenzione dell'IVA e dei dazi doganali.
La strategia del settore energetico del Governo macedone per i prossimi 30 anni prevede l’aumento della capacità produttiva di energia elettrica da fonti idriche (circa 673 MW), l’avvio di due centrali a gas a ciclo combinato (270 MW) e una a regime CHP (180 MW).Recentemente il Governo ha promosso un programma di investimenti pubblici, da realizzare nel periodo 2009-2016, nel quale il settore energetico ha un ruolo notevole: ad esso sono destinati 3,8 miliardi di euro, distribuiti su circa 30 progetti tra cui: rivitalizzazione di impianti idroelettrici, costruzione di 12 centrali idroelettriche sul fiume Vardar e di circa 300 di dimensioni ridotte, realizzazione di impianti eolici in diverse località attraverso forme di PPP (Partenariato Pubblico-Privato).
Il potenziale energetico da fonti rinnovabili, con l’utilizzo dei meccanismi CDM è significativo: energia solare (potenziale stimato sui 10 GW/anno), energia eolica, energia da fonti idriche (potenziale stimato sui 6.436 GW/anno), biomassa (potenziale stimato sull’86.46 GW/anno), energia da fonti geotermiche (potenziale stimato sui 120 MW/anno).
Nel 2008 in Macedonia sono state aperte due fabbriche per la produzione di bio carburante da oli vegetali. Sono annunciati investimenti simili anche da parte di altri operatori.
La Macedonia ha fatto passi avanti anche per quanto riguarda il quadro normativo. L’Agenzia Regolatrice dell’Energia ha stabilito tariffe agevolate per l’acquisto, da parte del distributore, di energia da fonti rinnovabili: fotovoltaica, eolica, geotermica e idroelettrica (da piccole centrali).
Le imprese italiane interessate ad investire nel settore energetico in Macedonia si possono avvalere della BERS (European Bank for Reconstruction and Development), che supporta attivamente investimenti in energia rinnovabile e sostenibile per combattere l’emissione del CO2 attraverso uno strumento finanziario per l’energia sostenibile (WeBSEDFF).
Il Programma si concentra su investimenti in nuove capacità di generazione, in miglioramenti nell’efficienza energetica e nella sostenibilità ambientale delle infrastrutture esistenti, ed in particolare in progetti di investitori privati con riguardo anche a partenariati pubblico-privati (PPP). L’importo complessivo del programma è di circa 110 milioni di euro (50 milioni di euro per crediti gestiti dalle banche locali e 60 milioni di euro per finanziamenti diretti della BERS).
Tra il 2007 ed il 2008, la Cover si è aggiudicata la costruzione di 5 piccole centrali idroelettriche, per un valore complessivo stimabile in 7 milioni di euro, e la ENG Team se ne è aggiudicata 3 per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro. Dal 2005 è in forza un accordo tra i Ministeri dell’Ambiente italiano e macedone per l’implementazione dei meccanismi del Protocollo di Kyoto, i cosiddetti CDM (Clean Development Mechanisms): gli investimenti delle imprese italiane consentiranno alla Macedonia di ridurre le emissioni di anidride carbonica e di altri gas serra.
Nel biennio 2007-2008 sono stati firmati contratti per 6 progetti, il cui valore complessivo è di oltre 50 milioni di euro, riguardanti produzione di energia di biomassa, efficienza energetica nei grandi impianti produttivi, costruzione di centrali idroelettriche, utilizzo delle acque geotermali per riscaldamento. Gli investimenti sono realizzati da parte di società italiane leader nei propri settori: Edison, Eurecna, ENG Team & Partners, Italian Utilities. Attualmente è in atto la selezione di investitori per 4 progetti il cui valore totale è stimato intorno a 30 milioni di euro.
Nel biennio 2010-2011 si prevedono importanti investimenti esteri anche nel settore energetico in base al sistema DBOT (Develop-Build–Operate-Transfer) relativi alla costruzione di 12 centrali idroelettriche lungo il fiume Vardar, all’inizio della costruzione delle due grandi centrali di Cebren e Galishte, nonché alla costruzione di oltre 60 piccole idro-centrali.
Automotive e Componenti
L’automotive è uno dei settori prioritari che la Macedonia intende promuovere attraverso investimenti esteri.
Lo sviluppo del settore, oltre che dalle agevolazioni fiscali, è favorito dalla vicinanza alle piattaforme produttive in Europa Centrale e Turchia, dall’abbondanza della mano d’opera qualificata a costi competitivi e dall’accesso libero ed esentasse ad un mercato di 650 milioni di consumatori europei. Il settore vanta una lunga tradizione e buona base di subfornitori di componenti auto: componentistica elettronica, componentistica elettrica, prodotti di sicurezza, parti di carrozzeria, accessori in generale.
In effetti, negli ultimi 3 anni il Governo sta cercando di creare un distretto automobilistico nella zona franca di Skopje, attirando investimenti da parte di alcune multinazionali del settore. La Johnson Controls (www.jci.com) è una multinazionale con sede legale negli Stati Uniti, produttrice di componenti elettronici per auto. L’impianto in Macedonia è operativo a pieno regime dal 2008 e impiega 200 persone. Dal 2009 è operativo anche l’impianto del produttore inglese di catalizzatori per auto, Johnson Matthey (www.matthey.com); l’investimento stimato di circa 150 milioni di euro impiega 250 persone.
Negli ultimi 2 anni sono stati siglati Memorandum d’Intesa per la realizzazione di ulteriori investimenti produttivi nella zona franca con: Montupet (www.montupet.fr, produttore francese di cilindri auto), Borteknik Ottomotive (produttore turco di componenti auto), e V. Orlandi (produttore italiano di ganci di traino per veicoli industriali).
Considerando la base produttiva del Paese in questo settore, per le imprese italiane esistono buone opportunità d’investimento nei seguenti comparti:
Ambiente e Servizi di Pubblica Utilità
Le priorità del settore ambiente in Macedonia sono concentrate su due sub-settori:
Le linee guida nel settore sono stabilite nelle varie strategie definite a livello nazionale che includono la Strategia Nazionale per la gestione dei rifiuti del 2008-2020, il Piano Nazionale per la gestione dei rifiuti 2009-2015, la Strategia per lo Sviluppo sostenibile e il Piano Strategico del Ministero dell’Ambiente. Tutti i documenti sono disponibili in lingua inglese e macedone presso lo sportello di Bari del Progetto Amico (bari@amicoitalia.net).
Di particolare importanza per gli operatori italiani interessati ai progetti nel settore dell’ambiente in Macedonia è la “Strategia Nazionale degli investimenti nel settore ambiente in Macedonia” (National Environmental Investment Strategy), che contiene informazioni sui progetti prioritari, il valore degli investimenti, le fonti di finanziamento e i piani operativi della loro realizzazione in un medio termine di 6 anni (2009-2015).
Secondo la Strategia, i progetti principali nel settore gestione delle acque riguardano:
Gli investimenti in questo sub-settore per il periodo 2009-2013 sono stimati sui circa 102 milioni di euro; i finanziamenti oltre che dalle fonti governative saranno concessi dall’Unione Europea nell’ambito del Programma IPA, dalla KfW (Banca tedesca per lo Sviluppo) e dalla Banca Europea per gli Investimenti (EIB).
Nell’ambito della gestione dei rifiuti, il Piano Nazionale per la gestione dei rifiuti 2009-2015 prevede lo sviluppo di 8 discariche regionali per la gestione integrata di rifiuti solidi urbani e di rifiuti industriali, la chiusura delle discariche che non rispondono agli standard di sicurezza, l’identificazione e la bonifica dei siti industriali più contaminati, i cosiddetti “hot spots” (prioritari sono i siti industriali dell’industria chimica Ohis, della fonderia di piombo e zinco Zletovo, della fonderia di ferro-silicio Silmak e dell’acciaieria Makstil).
Il budget previsto per il finanziamento di questi progetti è stimato sui 205 milioni di euro, di cui 50 milioni di euro riguardano lo sviluppo delle discariche regionali, mentre 22 milioni di euro saranno utilizzati per finanziare la bonifica dei siti contaminati. Il 50% dei finanziamenti sarà concesso dal Governo macedone, mentre il 25% sarà concesso nell’ambito del Programma Europeo IPA.
Dal 2005 è in forza un Accordo tra i Ministeri dell’Ambiente italiano e macedone per l’implementazione dei meccanismi del Protocollo di Kyoto, i cosiddetti CDM (Clean Development Mechanisms): gli investimenti delle imprese italiane consentiranno alla Macedonia di ridurre le emissioni di anidride carbonica e di altri gas serra.
Nel triennio 2007-2010 sono stati firmati contratti per 12 progetti, il cui valore complessivo è di oltre 50 milioni di euro: si tratta di progetti riguardanti la produzione di energia di biomassa, efficienza energetica nei grandi impianti produttivi, costruzione di centrali idroelettriche, utilizzo delle acque geotermali per riscaldamento. Gli investimenti sono realizzati da parte di società italiane leader nei propri settori (Edison, Eurecna, ENG Team & Partners, Italian Utilities). Attualmente è in atto la selezione degli investitori per 4 progetti, il cui valore totale è stimato intorno a 30 milioni di euro. Il valore complessivo dei progetti proposti, per alcuni dei quali sono già stati firmati i relativi contratti, è di oltre 50 milioni di euro.
Infrastrutture
La lunghezza complessiva del Corridoio VIII (sistema viario) sul territorio macedone è di 315 km. Finora sono stati costruiti 84,5 km di autostrada standard a due corsie in entrambe le direzioni (2x2) e le corsie di sosta (circa il 27% dell’intero Corridoio sul territorio macedone: Kumanovo-Skopje 28,6 km.; Skopje-Tetovo 32,2 km.; Tetovo-Gostivar 20 km.; Tetovo bypass 3,7 km.). Rimangono da costruire 215,7 km. (Kumanovo – Deve Bair 73,8 km. e Gostivar – Kafasan 129,9 km.)
La lunghezza totale del Corridoio X sul territorio macedonie è di 304 km, con la bretella Veles-Bitola-Florina (tratto della via Egnazia) lunga 127 km. Si tratta di un collegamento autostradale Skopje – Salonicco, escluso il tratto Demir Kapija-Udovo-Smokvica-Gevgelija.
La rete ferroviaria macedone consiste di due linee principali, entrambe lungo i Corridoi VIII e X. La ferrovia legata al Corridoio X è costituita da una linea di dimensioni standard, completamente elettrificata con tutta la segnaletica, sistemi di sicurezza e di comunicazione moderni. La riorganizzazione delle ferrovie macedoni, svoltasi nel periodo 2006-2009, ha avuto per risultato la separazione dell’area operativa dei trasporti da quella delle infrastrutture, con la privatizzazione di alcune attività.
All’inizio del 2010, il Governo ha deciso di liberalizzare il mercato ferroviario del Paese mediante apertura agli operatori privati, interessati ad offrire servizi di trasporto di passeggeri e di merci. Attualmente il 90% del traffico ferroviario riguarda il Corridoio X che collega la capitale con Atene.
Attualmente sono in corso i bandi per la concessione di due tratti stradali (lunghezza complessiva di 374 km): il “pacchetto concessioni” a 35 anni include la costruzione, l’ammodernamento e la manutenzione delle strade ed è stimato in circa 1 miliardo di euro.
Riforma delle ferrovie di stato: i lavori di ammodernamento e costruzione dei tratti mancanti dell’infrastruttura ferroviaria riguardano principalmente il Corridoio VIII che collega il porto di Durazzo in Albania con il Mar Nero in Bulgaria, attraversando la Macedonia; il valore stimato degli investimenti è di circa 345 milioni di euro.
Per l’anno corrente sono previsti investimenti in valore di 26,9 milioni di euro di cui 17,6 milioni saranno finanziati dalla BERS. Altri 12 milioni sono stati assicurati nell’ambito del Programma Europeo IPA a partire del prossimo anno.
Ristrutturazione degli aeroporti di Skopje e Ohrid: per il 2010 è previsto anche l’avvio dell’investimento della società turca TAV che nel 2008 si è aggiudicata la gara per la concessione di 20 anni degli aeroporti di Skopje e di Ohrid, contemporaneamente impegnandosi ad investire 200 milioni di euro nella loro ricostruzione. Nel lungo termine, dovrebbe essere inoltre costruito uno scalo per gli aerei cargo a Stip.
Fonte: Ufficio ICE di Skopje
