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Informazioni Generali sull'Economia Macedone


Scenario Macroeconomico
Un recente “Progress Report” dell’Unione Europea sulla Macedonia ha raccomandato l’attesa apertura dei negoziati per l’ammissione della Macedonia nell’Unione, affermando che il Paese ha compiuto progressi importanti nell’adeguamento ai criteri di Copenhagen affrontando in modo soddisfacente, con appropriate riforme, molte delle questioni poste dalle riforme più urgenti.

Nel mese di dicembre del 2009, la Commissione Europea ha stabilito che i cittadini macedoni sarebbero potuti entrare e avrebbero potuto viaggiare all’interno dell’area Schengen senza richiedere il visto di ingresso. Nello stesso mese, il governo ha adottato il budget per l’anno 2010 prevedendo un deficit di bilancio del 2,5% del PIL; il FMI ha valutato questo target adeguato e necessario per finanziare gli investimenti pubblici volti a sostenere la ripresa economica senza provocare rischi seri sulla stabilità fiscale. L’aumento della spesa pubblica include 500 milioni di euro di investimenti in progetti infrastrutturali.

Il Fondo Monetario Internazionale valuta che le condizioni economiche e finanziarie in Macedonia siano migliorate, tanto che nel 2010 si prevede una ripresa dell’economia macedone e una crescita del PIL del 2% a livello annuo. Questa previsione si basa sulle stime di crescita dei Paesi europei che sono i maggiori partner commerciali della Macedonia, e sulle migliorate condizioni di finanziamento da fonti esterne.

Secondo il Rapporto “Doing Business 2010” della Banca Mondiale, pubblicato nel mese di ottobre del 2009, la Macedonia si è posizionata al prestigioso terzo posto al mondo per le riforme volte al miglioramento del business environment.

La valutazione del Rischio Paese delle principali Agenzie di rating, Standard&Poor’s e Fitch, è BB e BB+, rispettivamente, con outlook stabile; la valutazione SACE è 5/7, rischio moderato con outlook stabile.

Investimenti Diretti Esteri
Nel 2009 il deterioramento economico globale e la crisi finanziaria hanno costretto gli investitori esteri a posticipare i piani per la realizzazione degli investimenti in Macedonia, ed a concentrarsi sulla liquidità e sul mantenimento delle quote sui mercati principali.

Di fatto, l’avvio della maggior parte degli investimenti esteri annunciati nel 2008, riguardanti soprattutto la costruzione di impianti produttivi nell’ambito della Zona Franca di Skopje - Bunardzik (Montupet-Francia, Borteknik Otomotive –Turchia, Sisecam-Turchia, V.Orlandi –Italia, e Teknohose –Italia) è stato posticipato al 2010.

Più recentemente si sono registrati i primi segnali di ripresa e di rinnovata fiducia degli investitori esteri: ne è un esempio la conferma di un’iniziativa greenfield da parte di Triview & Haier, joint venture cinese –coreana per la produzione di schermi LCD, che avrà un impianto produttivo nella zona franca di Bunardzik (dove già operano l’americana Johnson Controls e l’inglese Johnson Matthey). L’investimento è stimato sui circa 15 milioni di dollari e dovrebbe creare circa 200 nuovi posti di lavoro.

Per il 2010 è previsto anche l’avvio dell’investimento della società turca TAV che nel 2008 si è aggiudicata la gara per la concessione a 20 anni, degli aeroporti di Skopje e di Ohrid, contemporaneamente impegnandosi ad investire 200 milioni di euro nella loro ricostruzione; nel lungo termine, dovrebbe essere inoltre costruito uno scalo per gli aerei cargo a Stip.

Nel biennio 2010-2011 si prevedono importanti investimenti esteri anche nel settore energetico in base al sistema DBOT (Develop - Build - Operate - Transfer) relativi alla costruzione di 12 centrali idroelettriche lungo il fiume Vardar, all’avvio della costruzione delle due grandi centrali di Cebren e Galishte, nonché alla costruzione di oltre 60 piccole idro-centrali.

Interscambio Commerciale ed Investimenti Italiani
Le variazioni nella struttura geografica dell’interscambio macedone rispecchiano le tendenze generali: a causa della debole domanda del mercato macedone, la flessione delle importazioni macedoni oltre il 26% è stata particolarmente sentita nelle importazioni dalla Russia (- 53%), che ha visto la riduzione della propria quota di mercato dal 13,6% nel 2008 al 9,5% nel 2009 a causa del crollo delle importazioni di petrolio. Le importazioni macedoni hanno registrato andamenti negativi anche dalla Germania (-20.6%) e dalla Grecia (-16,6%).

La flessione delle importazioni macedoni dall’Italia (-13,4%), è stata minore rispetto ai concorrenti ; ciò ha permesso all’Italia di migliorare la propria quota sul mercato macedone passata dal 5,6% nel 2008 al 7,2% nel 2009.

I principali fornitori esteri della Macedonia sono Germania e Russia, con valori che oscillano attorno ai 500 milioni di dollari. Un secondo blocco di Paesi fornitori, attestato attorno ai 400 milioni di dollari, comprende Grecia, Serbia ed Italia.

A causa dell’andamento negativo dei consumi privati, i beni di consumo durevoli per la persona e per la casa (veicoli, mobili, elettrodomestici) hanno mostrato dinamiche negative sia per l’export italiano che per i nostri concorrenti. Le importazioni di alcuni articoli di abbigliamento donna e prodotti alimentari, invece, sono stati più consistenti.

Nel 2009 l’Italia ha mantenuto la propria leadership nella fornitura di macchine utensili e meccanica strumentale; le nostre esportazioni sono state particolarmente rilevanti nei settori macchine ed attrezzature elettriche, strumenti di precisione, pompe ad area compressa, condizionatori d’aria, serbatoi in metallo.

Secondo dati della Banca Centrale della Macedonia, lo stock degli investimenti italiani in Macedonia (periodo 1997- 2009) ammonta a circa 70 milioni di euro. Questa cifra non illustra pienamente il vero valore degli investimenti italiani nel Paese, visto che vi sono casi di acquisizioni off-shore che celano l’origine del capitale italiano.

I dati ufficiali non tengono ancora conto delle sempre più numerose iniziative, recentemente realizzate o in via di realizzazione, da parte di imprese italiane, quali risultano soprattutto dalle richieste di assistenza all’ufficio ICE, per la costituzione di filiali o di joint-venture con imprese macedoni.

Per quanto riguarda più in generale l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, vi sono oltre 100 società italiane o italo–macedoni operanti nei settori calzaturiero, edile, agroalimentare, tessile, meccanico, del legno e commerciale. Di particolare visibilità è il grande magazzino italiano (City Gallery), sulla piazza principale di Skopje, che raggruppa circa 20 brand italiani di abbigliamento, calzature, elettrodomestici, lingerie, biancheria ed arredamento casa.

Fonte: ICE Skopje


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